sabato 10 dicembre 2011

C'era una volta...

Ciao V A ginn!!! Essendo io una persona molto ottimista, ecco a voi un’altra storia, stavolta tutta mia! Sarà a più capitoli, anche se non sono sicura di riuscire a postarli con regolarità, causa scuola. Spero che vi piacerà e che, se non riuscite a commentare sul blog, vi prego di farlo a voce! Inoltre ricordo a tutti che lunedì 12 sarà il compleanno mio e della nostra beneamata rappresentante di classe Lulù, quindi siete gentilmente pregati di ricordarvi di farci gli auguri!! Ah, giovedì 15 si tiene il mio saggio di violoncello e siete tutti invitati, però non vi garantisco niente!!
Basta. Ho finito. Buona lettura. LOL Cecilia

La Chiave d'argento

Prologo

La notte stava per lasciare il posto al giorno; una striscia rosata illuminava l’orizzonte.
Due uomini erano seduti intorno a un tavolo. Il più giovane sospirò: - Temo che sia ora di andare – si alzò e un breve bagliore d’argento gli baluginò sul petto.
L’altro grugnì. – Ne sei sicuro? Puoi ancora cambiare idea - .
Il giovane scosse il capo con decisione. – E’ compito mio. Prima però, mi assicurerò che nessuno potrà prendere il mio posto, se fallisco. –
- Allora... buona fortuna -.
Fuori dalla finestra, le stelle erano ormai sbiadite.

***
La bambina prese fiato e si preparò a soffiare sulle quattro candeline. Si concentrò, espresse il desiderio e... Il campanello trillò. Lei si immobilizzò con le guance gonfie. Chi era, che osava interromperla in un momento tanto importante?
La mamma corse alla porta; si sentì un parlottio e poi la mamma ritornò con un gran sorriso. Dietro di lei, c’era un giovanotto con i capelli scuri stretti in un codino e gli occhi scintillanti.
La piccola lanciò uno strillo e si fiondò tra le braccia del nuovo arrivato: - Zio Ettore! – Il giovanotto la fece volteggiare in aria.
- Potevo mancare al compleanno della mia nipotina preferita? –
La nipotina in questione aveva il visino raggiante: allora i desideri si avveravano anche se non avevi ancora soffiato sulle candeline!

Più tardi, Ettore si prese la festeggiata sulle ginocchia e le porse un pacchettino; la piccola strappò in fretta la carta e sotto i suoi occhi apparve un ciondolo d’argento a forma di chiave. L’impugnatura era tonda, con sinuosi simboli incisi, il fusto snello e sottile.
La bambina rivolse al ciondolo uno sguardo meravigliato e insieme adorante: ovviamente le piaceva.
Allungò la mano e afferrò la chiave. Quando le dita paffute toccarono l’argento, ci fu una sorta di scossa elettrica; nel medesimo istante, Ettore sembrò improvvisamente molto, molto vecchio.
Durò meno di un secondo, e subito dopo era tutto normale.
O almeno, così pareva.

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